unvuotoinfinito:

Bastava, ora non basta più.
“Non ti aspetto più.
Non sei più la prima cosa che mi viene in mente quando la mattina apro gli occhi e mi ritrovo a fissare il soffitto, non sei neanche la seconda o la terza. Riesco ad appoggiare i piedi sul marmo freddo della mia camera, alzarmi e iniziare la giornata senza che il tuo nome faccia eco nella mia testa per ore e ore. Riesco ad ascoltare la nostra canzone senza diventare malinconica e riesco addirittura a vederti passeggiare per strada e non provare nostalgia, solo una piccola fitta allo stomaco quando sei con lei.
Ricordo quando mi facevo carina prima di uscire, mi arricciavo i capelli e mi truccavo, sperando di incontrarti, sperando di piacerti e, puntualmente, non ti incontravo mai, oppure tu non mi degnavi neanche di uno sguardo, non hai mai capito che tutto quello che facevo era per te.
Non aspetterò più che mi squilli il telefono, non spererò più che appaia il tuo nome sul display e non resterò sveglia tutta la notte ad immaginare come sarebbe stato se le cose fossero andate in modo diverso. Non mi aspetterò che suoni improvvisamente il campanello e che tu sia dietro la porta per portarmi via da qui.
Non aspetterò più per ore a sedere su una panchina, sperando di vederti spuntare da dietro l’angolo e venire verso di me sorridendo, non aspetterò un tuo gesto, una tua carezza o un tuo bacio.
E lo so di aver detto che ti avrei aspettato per sempre, che avrei combattuto per averti fino alla fine, che non mi sarei arresa perchè eri l’unico che volevo, ma, vedi, cercando di non perdere te, ho perso me stessa.
E solo adesso ho capito che non va bene, che io sono più importante e che un amore non può e non deve fare così male. Quindi ho scelto me, ho scelto di lasciarti andare per ritrovare me stessa.
Ti ho amato fino a distruggermi, ma adesso ho imparato a non amare più. E chissà, magari un giorno amerò di nuovo, troverò la forza di riprovarci, magari potrei addirittura riuscire ad amare per la prima volta anche me stessa.”
— comeunfiorediloto (via comeunfiorediloto)

(via cinquantamilapagine)

tregiridovrebberobastare:

ººº
“A volte mi torni in mente, sai?
Ripenso a quel noi mancato che mi si è appeso al cuore, a volte mi ritrovo il tuo sguardo appiccicato agli occhi.
A volte la tua mancanza mi prende a pugni lo stomaco, il tuo sorriso mi rimbomba ancora in testa.
A volte il pensiero di te è più prepotente e violento di qualunque “no”, e mi divora.
E mi schiaccia.
Mi spinge, mi morde, mi distrugge, mi annienta.
A volte ti ritrovo nei libri, nei film, nelle canzoni, nelle poesie.
A volte l’eco della tua risata riemerge dai ricordi e mi vibra nel cuore, e nello stomaco, e nei polmoni e mi si incastra in gola.
A volte il desiderio di te diventa lancinante, mi acceca, mi sovrasta, mi corrode.
Mi spiazza, mi spezza, mi spazza via.
Ci sto facendo l’abitudine con l’averti sempre dentro, con il vederti in ogni cosa, con il portarti con me ovunque vada.”
— NULLA DA AGGIUNGERE. 

(via sfoghidiunavitacomplicata1998)

Devi essere forte, anche se non lo sei.
Non permettere a nessuno di pestarti il cuore.
Tira dritto, vai per la tua strada. Io seguirò la mia.
Ci ritroveremo ad un incrocio, ne sono sicura.

G. Carcasi, ma le stelle quante sono

(via fabisntreal)

(via un-amore-non-corrisposto)